ScreenHunter_01-Aug.-14-23.55.gifIeri su una autostrada piemontese si consumava un crimine orribile provocato da un automobilista incosciente. Questa mattina sul tg3 piemonte si consumava un altro crimine: la demonizzazione di tutto un popolo. 

Ieri notte si consumava sull’autostrada Alessandria-Genova una tragedia immane in cui hanno perso la vita 4 giovani. L’ennesima strage del sabato sera in cui un autista in stato avanzato di ebrezza ha commesso un gesto incosciente (l’incoscienza comincia già nel mettersi al volante in quello stato) mettendo a repentaglio la vita di tante persone e arrivando fino a cancellare quella di alcune. Una ingiustizia profonda che risveglia in noi rabbia e sgomento. L’ennesimo episodio che ci ricorda a tutti che poco o quasi niente è fatto per prevenire e combattere gli effetti dell’alcool al volante, mentre miliardi sono spesi dalle case produttrici per incoraggiare l’abuso di alcolici e gli eccessi al volante di macchine sempre più potenti e veloci.

Questi sarebbero i problemi di fondo in questa storia, ma all’individuo che ha riportato questa notizia per il Tg regionale del Piemonte (TGRai Piemonte, Edizione delle 14.00 14 agosto 2011), l’unico problema sembrava la nazionalità delle persone coinvolte nella tragedia.

Tra la riga di presentazione della Anchorwoman e il servizio dell’individuo in questione, la parola “albanese” è stata pronunciata ben 6 volte in meno di 2 minuti. L’albanese ubriaco…, il fuori strada dell’albanese prima di urtare una Peugeot…, l’albanese è residente in Alessandria…, l’albanese si è accorto di aver dimenticato il telefonino…, l’albanese si chiama…, l’albanese era quasi a casa …quando si è accorto di aver dimenticato il cellulare…, all’alcol test l’albanese è risultato positivo… una vera e propria raffica

Sarebbe una scelta stilistica?

A parte che già al liceo nessun prof di Italiano avrebbe dato una nota decente a un tema di poche righe in cui la stessa parola è ripetuta ben 5 volte, anche nelle scuole di giornalismo non si scherza con le ripetizioni. quindi non è lo stile che giustifica queste ripetizioni.

E’ una scelta necessaria per rendere la notizia?

Deontologicamente è del tutto sbagliato mettere la nazionalità nel titolo di un fatto di cronaca, perché sposta il baricentro della notizia dal fatto e dalle sue cause oggettive e soggettive verso la provenienza geografica o culturale del protagonista. In genere uno non commette determinati reati o errori perché è cinese o eschimese ma per cause, circostanze, contesti… ben determinati. Almeno da quando sono morti Cesare Lombroso e altri suoi colleghi eugenetici.

Quindi non si può nemmeno invocare una necessità tecnica.

Citare così tante volte la nazionalità in una sola notizia è semplice e  puro accanimento razzista. Togli “albanese” e metti “ebreo” e avrai un tipico articolo della stampa di regime durante il ventennio fascista.

Oltre a quelli del criminale, colpevole di questo fatto indescrivibile e per il quale uno può solo sperare che la giustizia userà il massimo della severità, il servizio ha dato anche il nome e la nazionalità di una inerme passeggera della sua auto. Questa completamente innocente dei fatti rimproverati “all’albanese”,  perché “dormiva sui sedili posteriori dell’auto” quando è accaduto l’incidente, ma rea anche lei di essere… russa.

Ebbene nel denunciare questo modo, ahimè sempre più diffuso, di fare informazione, questa persona, che si è sempre distinta come cantore dei ricchi e potenti e fustigatore dei poveri, dei movimenti popolari, delle minoranze e dei marginali, non la chiamerò “l’italiano”, perché conosco troppi italiani seri, onesti e coraggiosi. Non la chiamerò “il piemontese”, perché se vivo e mi trovo bene a Torino è perché di piemontesi bravi e buoni ne conosco davvero tanti. Non la chiamerò “il giornalista” perché anche se si fanno sempre più rari, di giornalisti onesti, professionali e coscienziosi ce ne sono ancora…

Non chiamerò l’autore di questo modo di fare notizia né con le sue origini né con il suo mestiere per evitare generalizzazioni comunque e sempre sbagliate, lo chiamerò semplicemente con il suo nome e cognome: Gianfranco Bianco.