ScreenHunter 02 Mar. 20 01.51«E’ mai possibile o porco di un cane

che le avventure in codesto reame

debban risolversi tutte con grandi puttane…»

Fabrizio De Andrè – Carlo Martello Ritorna Dalla Battaglia

Erano nate tante speranze dalle rivolte nordafricane. Molti popoli si stavano sollevando per emulare i tunisini e gli egiziani che hanno deciso di prendere il loro destino in mano. Alla fine  le potenze militari del pianeta non ce l’hanno fatta a non  metterci le loro mani , già sporche del sangue di tanti popoli, per inquinare ciò che era pulito.

Sarà questa ancora solo una primavera dei cannoni?

Sembra che si gira e si rigira e va a finire sempre nella guerra. Non c’è dubbio che Gaddafi sia un tiranno criminale, che ha sottomesso le sue popolazioni con un misto di terrore e di corruzione di massa. Non c’è dubbio che non vale nemmeno la corda per impiccarlo.

Ma l’altra cosa sicura è che in questo mondo, da quando è finita la guerra fredda. Da quando ci fanno credere che il mondo libero abbia vinto e si sia imposto come modello da applicare ovunque… da quel momento in poi, ogni crisi, vera o finta che sia, finisce sempre con il linguaggio dei cannoni.

Cosa si è tentato per evitare un ricorso alla forza? Che passi diplomatici sono stati fatti? C’è stato un quale tentativo di interposizione? no. Niente di tutto ciò. Tutta la discussione, sin dall’inizio è stata se fare o non fare l’intervento militare.

All’epoca di Clinton c’era una barzelletta che girava, dopo gli ennesimi bombardamenti su Baghdad: «qual’è la differenza tra un repubblicano e un democratico? Il primo bombarda prima poi attiva la diplomazia, il secondo muove la diplomazia per legittimare i bombardamenti.”

Ebbene questa barzelletta, alla fine, potrebbe applicarsi a tutte le dirigenze delle prime potenze occidentali. Di sinistra o di destra che siano. Repubblicani, democratici, socialisti, capitalisti, socialdemocratici… Tutti alla fine obbediscono ad una sola e unica logica: quando gli interessi economici dei loro padroni sono in pericolo, bisogna colpire, colpire duro.

E che non mi si venga parlare di diritti, di civili minacciati! Ci sono paesi africani che si fanno a pezzi da anni senza che nessuno sia mai intervenuto.

Non ci vengano a dire che è per instaurare la democrazia in Libia. L’abbiamo vista come l’hanno instaurata in Iraq e in Afghanistan.

È semplicemente e solamente una fottutissima guerra neo coloniale. Un punto e basta.

Non si sa quanto sia casuale il fatto che questo accada proprio in Libia. Non si sa perché, di tutte le rivolte solo quella della Libia sia finita in questo modo. Non si sa, e forse non lo sapremo mai, se ci sono stati veramente i massacri, i crimini contro l’umanità che ci hanno raccontato?

Quanti altri genocidi ci hanno raccontato che poi si è scoperto che era tutta una montatura: le armi di sterminio di Saddam, il massacro di Timisoara che non c’è mai stato, i massacri montatura in kossovo, oppure la pura invenzione dei crimini dell’esercito iracheno contro i neonati negli ospedali del Kuwait.

Mi ricordo come Marco Guidi ne “La sconfitta dei media” (Baskerville 1993) raccontava come la terribile guerra in Jugoslavia avrebbe preso inizio dalle manipolazioni mediatiche che hanno fatto credere a bombardamenti su Lubjana che in realtà non ci sono mai stati.

Gaddafi è certamente un assassino, ma lo sappiamo con certezza che quelli che lo stanno bombardando dopo averlo armato e arricchito, valgono ancora meno di lui.

Forse fra qualche mese qualche giornalista tra i pochi onesti ce lo racconterà come ci hanno convinto ad accettare il loro ennesimo “intervento umanitario”, proprio laddove ci sono grossi interessi in gioco. Ma allora sarà troppo tardi, e diremo: ora che si può fare? Bisogna andare avanti.

Forse allora capiremo da dove proviene la miriadi di “attivisti dell’opposizione” in giacca e cravatta che dai microfoni di Al Djazira, hanno chiamato tutti i giorni all’intervento militare. Forse un giorno sapremo tutto. Ma per ora non sappiamo niente. Sappiamo solo che non è stato fatto niente per provare a riportare la pace.

So che qualcuno mi dirà che è una caduta di stile. Ma in questo momento mi sento come i ragazzi di Gaza: incazzato con il mondo e disperato. E mi viene solo da dire: Fanculo Sarcozy, Fanculo Obama, Fanculo Cameron!  Voi e i vostri missili, i vostri Raffale, mirage, F16 e F17, i vostri portaerei e sottomarini, le vostre compagnie schifose e i loro oleodotti e gasdotti.