Alla fine è andata bene per tutti… Tranne che per la stampa! Si erano preparati. Erano lì come avvoltoi intorno ad un animale moribondo. Giravano intorno cercando in anticipo la posizione giusta per riprendere lo scontro finale. Armati fino ai denti: videocamere, macchine fotografiche con zoom da poter anche riprendere i picnic dei marziani sul pianeta rosso, microfoni e registratori… era tutto pronto.

Avevano annunciato l’arrivo delle frange “più estreme” del terrorismo “Anarco-comuno-islamo-insurrezionalista”. Sembrava si fossero iscritte alla manifestazione sia le Brigate Rosse che le Brigate Al Aqsa. Le locandine davanti alle edicole parlavano di “agenti del Mossad venuti in aiuto alle forze dell’ordine italiane”. Sembra che i terrazzi della fiera fossero cosparse di “tiratori scelti”… e chi più ne aveva più ne metteva.

L’ambiente era riscaldato a piacere sia dal sole cocente di fine primavera che dal terrorismo mediatico di chi si augurava di assistere ad una mattanza di stampo “Gi-Otto bis” nei confronti di quei ragazzacci che osano sfidare l’ordine stabilito dei potenti e osano, in pubblico e davanti alle camere delle TV, bruciare le bandiere delle brave nazioni colonialiste, invece di andare in giro, come la crema dei loro coetanei, a spaccare la testa a chi non veste e non pensa come loro.

I negozi sono quasi tutti chiusi. Le vie laterali a Via Genova, quelle che portano verso il Lingotto Fiere sono imbottite di forze dell’ordine in tenuta e mezzi antisommossa. Un centinaio circa per presidiare ogni viuzza. Impressionante!

Il corteo che parte da Corso Marconi è molto modesto. Gli organizzatori hanno annunciato dieci mila, ce ne saranno stati alla partenza due o tre mila, non di più. La campagna di terrore ha dato i suoi frutti. Mano a mano che si avvicinava al lingotto il corteo diventava sempre più lungo e più folto.

Giovannin ha manifestato da solo. Non si è portato nessuno dei suoi amici. La maggior parte non era interessata. Rafiq invece bruciava dalla voglia ma Giovannin gliel’ha proibito energicamente. “Non ti avvicinare nemmeno a un chilometro dal Lingotto. Capito! Non voglio che ti ritrovi in Via Brunelleschi. Lo sai che sia i capi delle associazioni che gli Imam hanno fatto i bravi e chiamato i tuoi connazionali a non manifestare. Sarai l’unico “marocchino” lì, visibile da cento metri. Se scappa un’unica manganellata sarà per te!”

Alla fine del percorso, nel raduno finale in Piazza Fabio Filzi, Giovannin si mise a ridere. Rimpiangeva di non aver portato Rafiq con se. “Avremo riso insieme guardando le facce deluse dei giornalisti – pensò tra se – si erano preparati a filmare una guerriglia urbana e invece hanno seguito una pacifica passeggiata di fine primavera.”

Pubblicato su Internazionale